# Come aggiungere automaticamente i tag hreflang su PrestaShop 8 e 9

> Hreflang non fa salire una pagina, evita che le tue versioni si facciano concorrenza e serve quella giusta al visitatore giusto. Le tre regole assolute, la scelta tra lingua e lingua più paese, e i cinque errori che annullano tutto il dispositivo.

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- Lingua: it
- Pubblicato il: 2026-08-23
- Aggiornato il: 2026-08-24
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Su un negozio multilingue, la stessa scheda prodotto esiste in cinque versioni. Senza indicazione, un motore di ricerca vede cinque pagine simili, ne sceglie una per query e può benissimo servire la versione spagnola a un visitatore tedesco. I tag hreflang esistono per evitarlo.

Sono mal compresi, spesso mal impostati, e PrestaShop non li genera nativamente in modo completo.

## Cosa fa hreflang, e cosa no

Una precisazione utile prima di ogni configurazione. Hreflang non fa salire una pagina nei risultati. È un segnale di corrispondenza, non di qualità.

Cosa porta concretamente: indica quale versione servire secondo la lingua e la regione del visitatore, e raggruppa le versioni tra loro perché non si facciano concorrenza. Una pagina tedesca ben posizionata in Germania conserva il suo piazzamento, e il visitatore francese riceve la versione francese anziché la stessa pagina in tedesco.

Su un sito le cui versioni sono tutte nella stessa lingua, italiano per l'Italia e italiano per la Svizzera per esempio, hreflang è l'unico modo per far capire a quale pubblico si rivolge ciascuna.

## Le tre regole assolute

Un'implementazione hreflang è valida oppure non lo è. Non ci sono vie di mezzo, e tre regole condizionano tutto.

1. **La reciprocità.** Se la pagina francese punta alla pagina tedesca, la pagina tedesca deve puntare a quella francese. Un collegamento non reciproco viene ignorato. È la prima causa di fallimento.
2. **L'autoreferenza.** Ogni pagina deve dichiarare sé stessa nell'elenco. Una pagina francese che elenca solo il tedesco e lo spagnolo è incompleta.
3. **La coerenza con il tag canonico.** Ogni pagina deve avere un canonico che punta a sé stessa. Un canonico che punta a un'altra versione annulla tutto il dispositivo, poiché dice al motore che quella pagina non è quella giusta.

Aggiungiamo un vincolo di formato: il codice lingua segue la norma ISO 639-1, il codice paese facoltativo la norma ISO 3166-1. «it» è valido, «it-IT» pure, «it-it» è tollerato, ma «it-EU» no, non essendo l'Unione Europea un paese.

## Lingua o lingua più paese

Scelta strutturante che dipende dal tuo modello.

Se vendi lo stesso catalogo alle stesse condizioni a tutti gli italofoni, basta un semplice «it». Se hai un negozio italiano e uno svizzero con prezzi e spese di spedizione diversi, servono «it-IT» e «it-CH».

Il secondo caso è più potente e più fragile: moltiplica il numero di relazioni da mantenere. Tre lingue e quattro paesi danno dodici versioni, quindi centotrentadue relazioni reciproche da tenere corrette.

## Dove mettere i tag

Tre collocazioni possibili, una sola basta e non vanno mescolate.

**Nell'intestazione HTML della pagina.** La più comune, la più facile da controllare e la più pesante se hai dodici versioni: dodici righe in più su ogni pagina.

**Nella sitemap XML.** Più leggera lato pagina, e pratica con molte versioni. In compenso un errore è meno visibile e il file diventa voluminoso.

**Nelle intestazioni HTTP.** Riservato ai file non HTML, tipicamente PDF multilingue.

## Il tag x-default

Designa la pagina da servire quando nessuna versione corrisponde alla lingua del visitatore. Un visitatore giapponese su un sito francese, inglese e tedesco deve atterrare da qualche parte.

Due usi corretti: puntare alla versione inglese, o a una pagina di selezione del paese. Un uso scorretto e frequente: puntare alla versione francese dichiarandola anche come «fr». La pagina può cumulare i due ruoli, ma la dichiarazione deve essere esplicita.

## Gli errori più frequenti

- **Hreflang verso una pagina non tradotta.** Una scheda esiste nel selettore di lingua ma il suo contenuto è rimasto nella lingua originale. Il motore constata che le due pagine sono identiche e smette di fidarsi dell'insieme delle dichiarazioni.
- **Hreflang verso un redirect.** L'URL dichiarata restituisce un codice 301. Il collegamento viene ignorato.
- **Hreflang verso una pagina bloccata.** L'URL è vietata nel file robots, o porta un tag noindex. Contraddizione diretta.
- **Dichiarazione parziale.** Sono coperte solo le home page, non le schede né le categorie. È il caso più diffuso, e non serve praticamente a nulla.
- **Prodotti disattivati in una lingua.** Una referenza venduta in Italia ma non in Spagna rompe la reciprocità se la dichiarazione continua a puntare a una pagina inesistente.

## Il caso PrestaShop

Due architetture coesistono e non richiedono lo stesso trattamento.

In **multilingue semplice**, un negozio con più lingue, le URL si distinguono per un prefisso di lingua. Le relazioni sono facili da stabilire poiché ogni prodotto possiede un identificativo unico comune a tutte le sue traduzioni.

In **multinegozio**, un negozio per paese con domini distinti, la corrispondenza non è più automatica. Un prodotto può avere identificativi diversi secondo i negozi, o esistere in uno e non nell'altro. È lì che la generazione manuale diventa impraticabile.

## Controllare

Tre verifiche, in quest'ordine. Il codice sorgente di una scheda prodotto, per vedere i tag realmente presenti. Il rapporto di targeting internazionale della Search Console, che segnala gli errori di reciprocità e i codici non validi. E un controllo a campione su una ventina di pagine estratte a caso, perché gli errori si concentrano di rado sulla home page.

Il  genera questi tag automaticamente su PrestaShop 8 e 9: copertura di tutte le pagine e non solo della home, gestione del multinegozio e delle corrispondenze tra domini, x-default configurabile ed esclusione dei prodotti non disponibili in una versione.
