# Come sincronizzare lo stock tra due negozi PrestaShop distinti?

> Finché lo stock non è condiviso, ogni negozio crede di disporre della totalità. Tre architetture possibili, perché la sincronizzazione bidirezionale ingenua diverge, come calcolare la finestra di sovravendita e cosa non bisogna assolutamente allineare.

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- Pubblicato il: 2026-08-29
- Aggiornato il: 2026-09-01
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Due installazioni PrestaShop distinte che vendono gli stessi prodotti dallo stesso stock fisico: il caso è frequente. Un sito per privati e un sito professionale, un negozio francese e un negozio tedesco su domini separati, o un marchio principale e un outlet.

Finché lo stock non è condiviso, ogni negozio crede di disporre della totalità. La prima sovravendita arriva entro la settimana.

## Tre architetture possibili

**Il multinegozio nativo.** Una sola installazione, più negozi logici. Lo stock è condiviso nativamente, la questione non si pone. È la soluzione più semplice, e viene spesso scartata a torto: molti progetti partono con due installazioni separate quando il multinegozio sarebbe bastato.

**Due installazioni sincronizzate.** Ognuna ha il suo database, il suo tema, i suoi moduli, e un meccanismo mantiene la coerenza dello stock. Più pesante, ma necessario appena i due siti devono evolvere in modo indipendente o appartenere a entità giuridiche diverse.

**Un sistema terzo master.** Un ERP o un gestionale detiene lo stock, e i due negozi lo consumano. È l'architettura più sana appena esiste un terzo canale, negozio fisico o marketplace.

Prima di costruire una sincronizzazione, verifica che la prima opzione non basti. Elimina il problema invece di gestirlo.

## Un master, uno solo

È la decisione fondante, e la sincronizzazione bidirezionale ingenua è la trappola classica.

Se i due negozi possono modificare lo stock e rinviarselo a vicenda, ottieni dei loop: il negozio A decrementa, invia a B, B applica e rinvia ad A, che decrementa di nuovo. Gli stock divergono in poche ore, e nel senso sbagliato.

Esistono due modelli corretti.

Il **modello master-slave**: un negozio detiene la verità, l'altro la riceve. Semplice, ma le vendite dello slave devono risalire, il che presuppone un canale distinto per i decrementi.

Il **modello a stock centralizzato**: né l'uno né l'altro detiene lo stock, lo fa un repository esterno. Ogni vendita innesca un decremento su quel repository, che ridistribuisce. È più robusto, e presuppone un componente in più.

## La frequenza, e la finestra di sovravendita

Ogni sincronizzazione periodica lascia una finestra durante la quale i due negozi hanno una visione diversa. Questa finestra si calcola.

Se sincronizzi ogni quindici minuti e vendi tre unità all'ora di una referenza, la finestra rappresenta in media meno di un'unità: il rischio è basso. Su una vendita flash a cinquanta unità l'ora, la stessa finestra lascia passare una dozzina di ordini di troppo.

Ne derivano tre regolazioni. Una frequenza alta, da cinque a quindici minuti, sulle referenze a rotazione rapida. Una sincronizzazione a eventi invece che periodica sui prodotti critici: ogni vendita innesca immediatamente la propagazione. E un margine di sicurezza, riservando una o due unità per negozio, che assorbe la finestra senza complessità aggiuntiva.

## La corrispondenza delle referenze

Punto tecnico che decide la fattibilità. Gli identificativi prodotto non sono mai gli stessi tra due installazioni: il prodotto 421 sul negozio A non è il prodotto 421 sul negozio B.

La corrispondenza deve quindi basarsi su una chiave di business stabile, presente da entrambi i lati e mai modificata. La referenza prodotto va bene, a condizione che sia compilata ovunque e unica. Il codice a barre è un'alternativa solida.

Due trappole. Le varianti devono avere la propria referenza, altrimenti la sincronizzazione avviene a livello di prodotto e lo stock per taglia resta sbagliato. E i prodotti presenti da un solo lato devono essere esplicitamente ignorati, non trattati come errori a ogni ciclo.

## Cosa non si sincronizza

La tentazione è allineare tutto. È un errore, e rende fragile il sistema.

Non sincronizzare i prezzi se i tuoi due negozi hanno posizionamenti diversi, che è quasi sempre la ragione della loro esistenza separata. Non sincronizzare le descrizioni tradotte né i metadati SEO, pena la creazione di contenuto duplicato tra due domini. Non sincronizzare ordini né clienti, salvo necessità esplicita: sono dati ad alto carico normativo.

Il perimetro minimo che funziona: lo stock, la disponibilità ed eventualmente lo stato attivo o inattivo del prodotto.

## I conflitti, e il ripristino dopo un incidente

Due situazioni da prevedere fin dalla progettazione.

**Il conflitto.** I due lati sono cambiati tra due sincronizzazioni. La regola deve essere scritta: o il master vince sempre, o vince il valore più basso, il che è prudente sullo stock. Una regola non scritta diventa una regola casuale.

**Il guasto.** Cosa succede se la sincronizzazione si ferma per sei ore senza che nessuno se ne accorga? Tre protezioni: un registro consultabile delle sincronizzazioni con il loro esito, un avviso in caso di errori ripetuti, e una risincronizzazione completa attivabile manualmente.

Quest'ultima è quella che si dimentica sistematicamente, e quella di cui si ha bisogno con urgenza un sabato mattina.

## Controllare

Uno scarto di stock non si vede, si constata al momento della sovravendita. Un controllo settimanale che confronta le quantità dei due lati, referenza per referenza, richiede pochi minuti e rivela le derive prima che costino un ordine annullato.

Il  gestisce questa catena su PrestaShop 8 e 9: corrispondenza per referenza o codice a barre a livello di varianti, sincronizzazione dello stock con direzione e frequenza configurabili, registro delle operazioni e risincronizzazione completa su richiesta.
