# Aggiungere hotspot di prodotti su un'immagine PrestaShop per vendere un outfit completo

> Un punto posizionato in pixel finisce nel posto sbagliato non appena l'immagine cambia dimensione. Dove posizionare i punti, come trattare il tattile dove l'hover non esiste, e l'elemento che da solo risolve accessibilità e SEO.

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- Pubblicato il: 2026-10-06
- Aggiornato il: 2026-10-06
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Una foto d'ambiente mostra un outfit completo, un interno arredato, un banco da lavoro attrezzato. Il visitatore vede l'insieme e non sa quali prodotti lo compongono né dove trovarli. Gli hotspot risolvono questo problema, a condizione di essere posizionati e implementati correttamente.

L'interesse commerciale di questo formato è stato trattato separatamente. Questo articolo riguarda la messa in opera.

## Dove posizionare i punti

Quattro regole, in ordine di importanza.

**Sul prodotto, non accanto.** Un punto posizionato al centro dell'oggetto è compreso immediatamente. Un punto che fluttua a qualche centimetro obbliga a indovinare cosa designa.

**Distanziati almeno della larghezza di un dito.** Due punti troppo vicini sono impossibili da distinguere al tocco. Conta una distanza equivalente all'area tattile minima tra due centri.

**Da cinque a otto al massimo per immagine.** Oltre, l'immagine diventa una semina di pallini e il visitatore non ne apre nessuno. Se il tuo visual contiene dodici prodotti, mostrane otto e proponi la lista completa sotto.

**Su zone leggibili.** Un punto su una zona molto scura o molto testurizzata scompare. Prevedi un contorno o un'ombra per garantire la visibilità qualunque sia lo sfondo.

## Il problema delle coordinate

Difficoltà tecnica principale, ed è sottovalutata.

Un punto posizionato a 340 pixel dal bordo sinistro su un'immagine di 1200 pixel finisce nel posto sbagliato non appena l'immagine viene mostrata a 380 pixel su un telefono.

La regola: **memorizza le coordinate in percentuale** della larghezza e dell'altezza, mai in pixel. Il punto resta al suo posto qualunque sia la dimensione di visualizzazione.

Seconda trappola: il ritaglio. Se la tua immagine è ritagliata diversamente secondo il formato di schermo, un'immagine larga su computer e quadrata su mobile, i punti calcolati sull'una sono sbagliati sull'altra.

Due risposte possibili. Usare la **stessa immagine** ovunque, semplicemente ridimensionata. O definire **set di coordinate distinti** per formato, il che raddoppia il lavoro di posizionamento.

La prima soluzione è la più semplice e basta nella grande maggioranza dei casi.

## Il comportamento tattile

È ciò che decide l'uso reale, dato che questo formato è molto consultato su mobile.

Su computer, il passaggio del mouse mostra un'anteprima e il clic porta al prodotto. Su schermo tattile l'hover non esiste, e trasporre direttamente quel comportamento produce un'interfaccia inutilizzabile.

Tre opzioni per il tattile.

**Un tocco apre l'anteprima, un secondo porta al prodotto.** Comportamento corrente, con l'inconveniente di richiedere due gesti.

**Un tocco apre una scheda compatta** con immagine, nome, prezzo e pulsante di aggiunta al carrello. Il visitatore può acquistare senza lasciare l'immagine, che è il miglior comportamento commercialmente.

**Un tocco porta direttamente al prodotto.** Rapido, ma fa perdere il contesto dell'immagine, il che è un peccato su un outfit completo.

La seconda opzione è quella che converte meglio, perché permette di comporre più acquisti dalla stessa immagine.

Due precisazioni di implementazione. L'**area tattile** deve essere più ampia del punto visibile, almeno quarantaquattro pixel di lato. E la chiusura dell'anteprima deve essere possibile con un tocco all'esterno, non solo su una piccola croce.

## L'accessibilità

Punto sistematicamente trascurato su questo formato, eppure risolvibile in poche righe.

Un'immagine con zone cliccabili pone tre questioni.

**L'immagine stessa** deve portare un testo alternativo che descriva la scena, non la lista dei prodotti. «Soggiorno con divano grigio, tavolino in rovere e lampada da terra» basta.

**Ogni punto** deve essere un elemento interattivo con nome, che porta il nome del prodotto che designa. Un punto senza etichetta è un pulsante muto per un lettore di schermo.

**La navigazione da tastiera** deve permettere di raggiungere ogni punto in un ordine logico, e di aprire l'anteprima con il tasto di attivazione.

Aggiungi un elemento che risolve tutto: **una lista testuale dei prodotti sotto l'immagine**. Serve i lettori di schermo, gli utenti da tastiera, i motori e i visitatori che preferiscono una lista. È il complemento più redditizio di questo dispositivo.

## Cosa vedono i motori

Gli hotspot sono costruiti da script e il loro contenuto non è necessariamente leggibile.

Tre conseguenze pratiche.

I **link verso i prodotti** devono essere veri link nel codice, non elementi cliccabili gestiti solo da script. Altrimenti perdi un collegamento naturale tra la tua pagina d'ambiente e le tue schede.

Il **testo alternativo** dell'immagine porta l'informazione sulla scena, il che aiuta la ricerca di immagini.

La **lista sotto l'immagine**, citata sopra, rende il contenuto interamente leggibile senza dipendere dal rendering di script.

## Le prestazioni

Un'immagine di lookbook è generalmente grande e pesante. Tre precauzioni.

**Servire la dimensione giusta** secondo lo schermo, con formati adattivi. Un'immagine di 2400 pixel su un telefono è puro spreco.

**Dichiarare le dimensioni** per riservare lo spazio ed evitare che la pagina salti quando arriva l'immagine.

**Caricare i punti dopo l'immagine**, ma riservare la loro posizione fin dall'inizio perché non appaiano sfalsati.

Punto complementare: se hai più immagini di lookbook sulla stessa pagina, carica solo la prima immediatamente e differisci le successive.

## Il contenuto dell'anteprima

Cinque elementi, non di più.

La **miniatura** del prodotto, che conferma visivamente di cosa si tratta.

Il **nome**, completo ma corto.

Il **prezzo**, con la menzione di indisponibilità se del caso.

Il **pulsante di aggiunta al carrello**, o di selezione della taglia se il prodotto ha varianti.

Il **link verso la scheda completa**, per chi vuole saperne di più.

Sui prodotti con varianti si pone la questione della taglia. Due approcci: aprire un selettore nell'anteprima, o rimandare alla scheda. Il primo converte meglio sui prodotti semplici da scegliere, il secondo evita errori sui prodotti dove la scelta richiede riflessione.

## La manutenzione

Aspetto spesso scoperto dopo qualche mese.

Un'immagine di lookbook invecchia con il suo catalogo. Tre situazioni da trattare.

**Il prodotto è esaurito.** Il punto deve restare, con la menzione di indisponibilità ed eventualmente un avviso di ritorno in stock. Eliminarlo lascia un buco nell'immagine senza spiegazione.

**Il prodotto è ritirato definitivamente.** Due opzioni: togliere il punto, o reindirizzarlo verso un prodotto equivalente con una menzione esplicita.

**L'intera immagine diventa obsoleta.** Una collezione passata. Prevedi una data di fine per immagine, o come minimo una revisione periodica.

Un controllo utile, da automatizzare: elencare i punti che puntano a prodotti inattivi o eliminati. Su un negozio che ha accumulato venti lookbook, questa lista si riempie in fretta.

## Misurare

Tre indicatori.

Il **tasso di interazione** con i punti, rapportato alle visualizzazioni dell'immagine. Ti dice se il dispositivo è compreso e individuato.

Il **numero di prodotti diversi aperti** per sessione. È l'interesse proprio del formato: un visitatore che ne apre tre compone un outfit.

Lo **scontrino medio delle sessioni** passate da un lookbook, confrontato con le altre. È lì che il formato si giustifica o meno.

Il  mette in piedi questo dispositivo su PrestaShop 8 e 9: posizionamento dei punti in coordinate relative per restare esatti a tutte le dimensioni, scheda compatta con aggiunta al carrello al tocco, lista testuale dei prodotti sotto l'immagine per l'accessibilità e la SEO, e rilevamento dei punti che puntano a prodotti inattivi.
