# Lista dei desideri PrestaShop: uso reale e tasso di conversione

> La lista dei desideri non si giudica dal tasso di utilizzo, basso per natura, ma dal fatturato generato dai promemoria che rende possibili. I tre usi reali, il trigger più efficace e la funzione più redditizia e peggio realizzata.

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- Pubblicato il: 2026-10-09
- Aggiornato il: 2026-10-09
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La lista dei desideri è presente in quasi tutti i negozi e viene raramente guardata. Eppure è uno dei pochi strumenti che vi dice cosa vuole comprare un visitatore, prima che lo compri.

## A cosa serve davvero

Tre usi distinti, e non richiedono le stesse funzioni.

**Rimandare un acquisto.** Il cliente è interessato ma non pronto: budget, esitazione, attesa di una promozione. È l'uso principale e quello che produce più vendite successive.

**Confrontare.** Il cliente mette da parte tre prodotti per rivederli insieme. Un uso reale, spesso meglio servito da un comparatore, che spiega una parte delle liste mai convertite.

**Creare una lista di desideri da condividere.** Regali, matrimonio, nascita, lista di Natale. È l'uso commercialmente più forte, perché chi compra non è chi ha creato la lista.

Questi tre usi convivono, e la proporzione varia molto secondo il catalogo. Misurarla orienta i vostri sviluppi.

## I numeri di utilizzo da conoscere

Tre osservazioni valide sulla maggior parte dei negozi.

Il **tasso di utilizzo è basso** in valore assoluto: una piccola minoranza dei visitatori crea una lista. Questo non squalifica lo strumento, orienta il modo di giudicarlo.

Il **tasso di conversione dei prodotti in lista è alto**, nettamente superiore a quello di un prodotto semplicemente consultato. È un pubblico qualificato.

Il **tempo tra l'aggiunta e l'acquisto** è lungo, spesso diverse settimane. È questo che rende il promemoria indispensabile: senza, la lista si riempie e non succede nulla.

Conclusione pratica: la lista dei desideri non si giudica dal tasso di utilizzo ma dal fatturato generato dai promemoria che rende possibili.

## Con o senza account

Decisione con un effetto importante sul volume di utilizzo.

Imporre la creazione di un account per aggiungere un prodotto riduce fortemente l'uso. Il visitatore che clicca sul cuore e vede comparire un modulo di accesso abbandona nella grande maggioranza dei casi.

La configurazione che funziona: **aggiunta immediata senza account**, conservata lato browser, con una proposta di salvataggio in seguito.

Due precisazioni. La lista anonima deve essere **ripresa al momento dell'accesso**, non sovrascritta. Un cliente che ha messo da parte cinque prodotti e poi accede deve ritrovarli.

E la **proposta di creare un account** arriva dopo la seconda o terza aggiunta, con un argomento concreto: «salva la tua lista per ritrovarla su tutti i tuoi dispositivi».

## Il promemoria, che fa tutto

Senza promemoria, la lista dei desideri è un cimitero. Quattro trigger, in ordine di efficacia.

**Il calo di prezzo.** È il trigger più efficace, e di gran lunga. Un cliente che aveva messo da parte un prodotto a 89 euro e scopre che è a 69 ha un motivo per agire.

**Il ritorno in stock**, su un prodotto non disponibile al momento dell'aggiunta.

**La scorta bassa.** Da maneggiare con prudenza: l'indicazione deve essere vera. «Solo 3 pezzi rimasti» su un prodotto di cui avete cinquanta unità è una pratica ingannevole.

**Il promemoria semplice**, dopo diverse settimane senza attività. Il meno efficace, e funziona comunque perché ravviva un'intenzione dimenticata.

Tre regole di frequenza. Un solo messaggio per evento e per prodotto. Un tetto complessivo, un promemoria di lista al mese per cliente al massimo. E una disiscrizione per tipo di promemoria.

## La condivisione

È la funzione più redditizia e la meno spesso realizzata bene.

Una lista condivisa trasforma un cliente in prescrittore. Chi riceve il link è un nuovo visitatore, con un'intenzione d'acquisto precisa e un prodotto già scelto.

Cinque elementi perché funzioni.

**Un link accessibile senza account** per chi lo riceve. Imporre una registrazione per consultare la lista di qualcun altro annulla tutto l'interesse.

**Una presentazione curata** della lista condivisa, con prodotti, prezzi e disponibilità.

**La marcatura dei prodotti già acquistati**, indispensabile sulle liste regalo: due persone non devono regalare lo stesso articolo.

**L'anonimato dell'acquirente** verso il creatore della lista, sulle liste regalo, altrimenti la sorpresa è rovinata.

**Una condivisione semplice**: link copiabile, invio per messaggio, codice breve. Non solo un pulsante verso un social network.

Sui cataloghi di regali, prima infanzia o arredamento, questa funzione può rappresentare una quota significativa delle vendite, ed è spesso sfruttata poco.

## Cosa vi insegnano i dati

Tre analisi, utilizzabili senza strumenti aggiuntivi.

**I prodotti più messi in lista.** Se non sono i vostri best seller, è un segnale: il desiderio esiste, qualcosa blocca l'acquisto. Prezzo, tempi, incertezza.

**Il tasso di conversione per prodotto** dalla lista. Un prodotto molto aggiunto e mai comprato merita un esame della scheda e del prezzo.

**Il tempo medio tra aggiunta e acquisto**, per categoria. Vi dice quando inviare il promemoria, e varia molto: qualche giorno sui consumabili, diversi mesi sull'arredamento.

Quest'ultima analisi è quella che migliora di più il rendimento dei promemoria, perché sostituisce un ritardo arbitrario con uno osservato.

## Gli errori che la rendono inutile

**Il pulsante invisibile.** Un cuore grigio chiaro in un angolo della miniatura non viene notato. Deve essere visibile sulla scheda prodotto e nei listati.

**L'assenza di riscontro visivo.** Un clic che non produce nulla di visibile lascia il cliente nel dubbio. Bastano una conferma breve e un contatore aggiornato.

**La lista irraggiungibile.** Se è sepolta nell'area cliente, nessuno ci torna. Un accesso dall'intestazione, con il numero di prodotti, la rende presente.

**I prodotti obsoleti.** Una lista con prodotti eliminati o definitivamente non disponibili perde credibilità. Segnalateli e proponete un equivalente.

## Lista dei desideri o carrello abbandonato

Distinzione utile, perché i due strumenti si sovrappongono in parte.

Il **carrello abbandonato** riguarda un'intenzione d'acquisto immediata non andata a buon fine. Il sollecito è rapido, da qualche ora a qualche giorno.

La **lista dei desideri** riguarda un'intenzione rinviata in modo consapevole. Il promemoria è lento e scatta su un evento.

Due conseguenze. Non sollecitate una lista dei desideri come un carrello abbandonato: il tono pressante è fuori luogo. E non contate i prodotti in lista negli indicatori di abbandono carrello, non sono le stesse situazioni.

## Misurare

Quattro indicatori.

Il **tasso di creazione di liste**, quota dei visitatori che aggiungono almeno un prodotto.

Il **tasso di conversione dalla lista**, su una finestra di tre-sei mesi secondo il vostro ciclo d'acquisto.

Il **fatturato attribuito ai promemoria**, che è la giustificazione dello strumento.

Il **tasso di condivisione** e il fatturato generato dai visitatori arrivati da una lista condivisa. È la cifra più rivelatrice sui cataloghi interessati.

Il  realizza questo strumento su PrestaShop 8 e 9: aggiunta senza account con ripresa all'accesso, promemoria attivati da calo di prezzo e ritorno in stock, condivisione con link accessibile senza registrazione e marcatura dei prodotti già regalati, e statistiche per prodotto su aggiunte e conversioni.
