# Hreflang su PrestaShop: 10 errori che impediscono a Google di capire le vostre lingue

> Un errore su un solo elemento invalida spesso l'intero gruppo. Dieci errori verificabili in venti minuti, tra cui il più dannoso per il traffico internazionale: la confusione tra annotazione linguistica e tag canonico.

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- Pubblicato il: 2026-10-15
- Aggiornato il: 2026-10-10
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L'annotazione di lingua alternativa indica ai motori che una stessa pagina esiste in più versioni linguistiche e quale servire a chi. È semplice nel principio e temibilmente facile da rompere: un errore su un solo elemento invalida spesso l'intero gruppo.

Ecco dieci errori, verificabili in una ventina di minuti sul vostro sito.

## 1. Il collegamento di ritorno mancante

L'errore più frequente e il più distruttivo.

La dichiarazione deve essere **reciproca**. Se la vostra pagina italiana dichiara una versione tedesca, la pagina tedesca deve dichiarare l'italiana di ritorno. Senza questa reciprocità, la dichiarazione viene ignorata.

Il caso tipico: una traduzione aggiunta senza rigenerare il template di pagina, o una pagina depubblicata da un lato solo.

**Verifica:** aprite una pagina tedesca, guardate le sue annotazioni e controllate che punti all'italiana.

## 2. L'autoriferimento assente

Ogni pagina deve dichiarare se stessa nell'elenco, oltre alle sue alternative.

Una pagina italiana che dichiara tedesco, spagnolo e francese ma non italiano è incompleta. L'autoriferimento fa parte del gruppo.

**Verifica:** contate le annotazioni su una pagina. Con cinque lingue dovete vederne cinque, non quattro.

## 3. La confusione con il tag canonico

L'errore più dannoso per il traffico internazionale.

Le versioni linguistiche non sono duplicati. Ogni pagina deve portare un canonico verso **se stessa**, non verso la versione d'origine.

Far puntare le traduzioni alla pagina originale equivale a chiederne la deindicizzazione. Il sito appare correttamente tradotto e non riceve alcun traffico estero.

**Verifica:** su una pagina tedesca, il canonico deve essere l'indirizzo tedesco.

## 4. I codici di lingua e di regione mescolati

Il codice può designare una lingua da sola, o una lingua in un paese. Entrambi sono validi e non significano la stessa cosa.

Un codice di lingua da solo si rivolge a tutti i parlanti di quella lingua. Un codice di lingua e regione si rivolge a quella lingua in quel paese preciso.

Tre errori classici: usare un codice di paese da solo, che non è valido; inventare un codice di regione inesistente; oppure mescolare le due forme in modo incoerente all'interno dello stesso gruppo.

Punto importante: il primo elemento è sempre la lingua, il secondo la regione. Il contrario non è valido.

**Verifica:** raccogliete tutti i vostri codici e confrontateli con le norme corrispondenti.

## 5. Il targeting per paese senza contenuti differenziati

Errore di progettazione più che di sintassi.

Dichiarare una versione per l'Italia e una per la Svizzera italiana ha senso solo se i contenuti differiscono davvero: prezzi, valuta, condizioni di consegna, note legali.

Se le due pagine sono identiche, create duplicazione senza beneficio, e i motori sceglieranno da soli quale servire.

**Verifica:** per ogni coppia di versioni della stessa lingua, individuate almeno una differenza sostanziale. Altrimenti unitele.

## 6. Le annotazioni su pagine non tradotte

Situazione frequente sui cataloghi tradotti parzialmente.

Dichiarare una versione tedesca di una scheda prodotto la cui descrizione è rimasta in italiano produce due problemi: il visitatore tedesco arriva su contenuti che non capisce, e il motore constata che la pagina annunciata come tedesca non lo è.

La regola: **dichiarate solo le versioni realmente tradotte**. Un gruppo a tre lingue su un prodotto e a cinque su un altro è perfettamente valido.

**Verifica:** prendete tre prodotti a caso e leggete le loro versioni straniere. Se vi trovate la lingua d'origine, correggete.

## 7. Il valore generico usato male

Un valore particolare permette di designare una versione predefinita, servita ai visitatori la cui lingua non corrisponde a nessuna versione dichiarata.

Due errori. **Trattarlo come una lingua**, credendo che punti all'inglese: non punta a nessuna lingua in particolare. E **dimenticarlo**: senza di esso, un visitatore giapponese su un sito a cinque lingue europee non ha una versione designata.

Questo valore è facoltativo. Se lo usate, deve designare una sola pagina, e quella pagina deve stare nel gruppo come le altre.

## 8. Gli indirizzi relativi o incoerenti

Quattro problemi di indirizzo che invalidano le dichiarazioni.

**Gli indirizzi relativi.** Devono essere assoluti, con protocollo e dominio.

**La mescolanza di protocolli**, una versione dichiarata sicura e l'altra no.

**Gli indirizzi con redirect.** Una dichiarazione che punta a un indirizzo che reindirizza aggiunge un passaggio e confonde il segnale.

**L'incoerenza con il canonico.** Se la dichiarazione punta a un indirizzo e il canonico della pagina di destinazione a un altro, il gruppo è rotto.

**Verifica:** un controllo automatizzato su un campione di pagine individua questi quattro casi in pochi minuti.

## 9. Le pagine in errore o non indicizzabili

Una dichiarazione che punta a una pagina che non esiste più, che reindirizza o che porta una direttiva di non indicizzazione è inutilizzabile.

Il caso si verifica tipicamente dopo un restyling o l'eliminazione di un prodotto in una sola lingua.

Conseguenza pratica: quando ritirate una pagina in una lingua, dovete aggiornare le annotazioni di tutte le altre versioni del gruppo. È quello che si dimentica più spesso.

**Verifica:** una scansione del sito con rilevazione dei codici di risposta sugli indirizzi dichiarati.

## 10. La sitemap e le intestazioni dimenticate

Le annotazioni possono essere poste in tre modi: nell'intestazione della pagina, nelle intestazioni di risposta o nella sitemap.

Due errori opposti.

**Dichiararle in più punti con valori diversi**, il che produce un conflitto.

**Non dichiararle affatto per i documenti non HTML**, come i PDF, per i quali è possibile solo la via delle intestazioni di risposta.

Su un catalogo importante, la dichiarazione nella sitemap presenta un vantaggio: centralizza l'informazione e alleggerisce le pagine. Richiede invece una sitemap generata correttamente e aggiornata.

## Il metodo di verifica in venti minuti

Cinque passaggi.

**1.** Aprite una pagina in ogni lingua e confrontate le loro annotazioni. Devono elencare esattamente gli stessi indirizzi.

**2.** Verificate il canonico di ciascuna: deve puntare a se stessa.

**3.** Raccogliete i codici usati e validatene il formato.

**4.** Leggete il contenuto di due o tre pagine straniere per confermare che siano davvero tradotte.

**5.** Consultate il rapporto di targeting internazionale di Search Console, che segnala i collegamenti di ritorno mancanti e i codici non validi su scala di sito.

Quest'ultimo punto è il più efficace per il monitoraggio continuo: rileva le regressioni dopo una messa in produzione senza che dobbiate ricontrollare a mano.

## Cosa queste annotazioni non fanno

Tre chiarimenti utili.

Non **modificano il posizionamento**. Indicano quale versione servire, non quale posizionare meglio.

Non **sostituiscono la traduzione**. Una pagina tradotta male resta una pagina scadente, correttamente annotata.

Non **reindirizzano nessuno**. Un visitatore che arriva sulla versione sbagliata deve poter cambiare, il che presuppone un selettore di lingua visibile.

Su quest'ultimo punto, una pratica da evitare: il reindirizzamento automatico secondo la lingua del browser. Impedisce a un visitatore di consultare un'altra versione e ostacola la scansione dei motori. Proponete, non forzate.

Il  gestisce queste annotazioni su PrestaShop 8 e 9: generazione automatica con reciprocità e autoriferimento, esclusione dal gruppo delle pagine non tradotte, coerenza con i canonici autoriferiti e controllo degli indirizzi dichiarati in errore o con redirect.
