Conversione & UX

Permettere al cliente di mettere in pausa l’abbonamento PrestaShop

In un abbonamento la disdetta è di rado un rifiuto definitivo. Un cliente parte in vacanza, attraversa un mese difficile, ha ancora tre scatole non aperte in casa. In queste situazioni non vuole smettere, vuole sospendere. Senza opzione di pausa, disdice.

Perché la pausa vale più di una disdetta

La differenza economica è netta e si misura facilmente.

Un abbonato che disdice è perso: recuperarlo richiederà un’azione commerciale, con un costo di acquisizione vicino a quello di un cliente nuovo. Un abbonato in pausa resta nel vostro parco clienti, mantiene il metodo di pagamento registrato e riprende senza attriti.

La ripresa avviene in una quota significativa di casi, soprattutto quando la pausa ha una scadenza annunciata e un promemoria prima del rientro.

Secondo effetto, meno evidente: offrire la pausa migliora la percezione del servizio anche presso chi non la usa. Chi sa di poter sospendere si impegna più facilmente all’inizio.

Le regole da definire

Quattro parametri da decidere prima dell’implementazione.

La durata massima. Da uno a tre mesi secondo il vostro ciclo. Una pausa illimitata non è più una pausa, è una disdetta che non dice il proprio nome e inquina i vostri indicatori.

La frequenza. Quante volte all’anno un abbonato può sospendere? Due volte è un riferimento ragionevole. Senza limite, alcuni alternano un mese attivo e un mese in pausa, il che equivale a dimezzare la tariffa.

Il preavviso. La pausa va chiesta prima della scadenza successiva, con qualche giorno di margine. Una richiesta il giorno prima dell’addebito crea un problema tecnico e contabile.

La ripresa. Automatica alla data prevista o su azione del cliente? L’automatica è preferibile: evita gli abbonati che restano in pausa per dimenticanza ed è più onesta rispetto all’impegno preso.

DataFirefly Subscriptions — Abbonamenti e pagamenti ricorrenti Stripe per PrestaShop 8 e 9Il modulo abbonamenti per PrestaShop 8 e 9: Stripe card-on-file, dunning, area cliente self-service.169.00

L’effetto sulla fatturazione

Punto tecnico da trattare bene, pena contenziosi.

Una pausa sposta la scadenza, non la annulla. Un abbonato mensile che sospende due mesi vede la fatturazione successiva rinviata di altrettanto, e la sua data di rinnovo si sposta di conseguenza.

Due punti da verificare nell’implementazione. Nessun addebito deve avvenire nel periodo sospeso, il che presuppone che la piattaforma di pagamento sia informata e non solo il vostro negozio. E il metodo di pagamento deve restare valido: una pausa di tre mesi può coprire la scadenza di una carta, da cui l’utilità di una verifica alla ripresa.

Su un abbonamento con vincolo minimo, precisate anche se la pausa prolunga il periodo di vincolo. Entrambe le risposte sono difendibili, l’assenza di risposta no.

L’interfaccia lato cliente

Tre elementi nell’area clienti.

Un pulsante di sospensione visibile nel dettaglio dell’abbonamento, allo stesso livello della modifica e della disdetta. Nasconderlo in un sottomenu equivale a non offrirlo.

Una scelta di durata tra opzioni brevi: un mese, due mesi, tre mesi. Un selettore di date libero complica la decisione senza portare granché.

Un riepilogo chiaro prima della conferma: data di sospensione, data di ripresa, prossimo addebito e cosa resta accessibile durante la pausa.

Quest’ultimo punto merita attenzione sugli abbonamenti che danno accesso a contenuti: il cliente deve sapere se perde l’accesso durante la pausa o se lo conserva. Entrambi i modelli esistono e la risposta deve essere esplicita.

La pausa proposta al momento della disdetta

È il punto che produce la maggior parte dell’effetto e quello che richiede più attenzione.

A un cliente che clicca su disdici si può proporre la pausa come alternativa. È legittimo: gli presentate un’opzione che forse ignorava.

Non deve invece mai ostacolare la disdetta. Il principio è chiaro: recedere online deve restare semplice quanto sottoscrivere. Proporre un’alternativa è accettabile a tre condizioni.

Una sola schermata alternativa, non tre passaggi successivi.

Il pulsante di disdetta resta visibile e allo stesso livello visivo di quello della pausa. Un link discreto di fronte a un grosso pulsante colorato costituisce un ostacolo.

Nessun obbligo di contatto. Rimandare a un modulo o a un numero di telefono per disdire, permettendo intanto la pausa in un clic, è esattamente ciò che le regole di tutela del consumatore vogliono impedire.

La buona implementazione assomiglia a questo: una schermata con due pulsanti equivalenti, uno «sospendi il mio abbonamento», l’altro «disdici definitivamente», con una frase su cosa comporta ciascuno.

Cosa rivela la pausa

Raccogliete il motivo al momento della sospensione, con un elenco breve: assenza temporanea, scorta sufficiente, vincolo di budget, altro.

Questi motivi sono più ricchi di quelli di una disdetta, perché il cliente non è in una logica di rottura e risponde con più sincerità.

Il motivo «scorta sufficiente» è il più istruttivo: segnala che la vostra frequenza di consegna è troppo rapida per quel cliente. Proporre un cambio di frequenza invece di una pausa affronta allora la causa.

Misurare

Tre indicatori.

Il tasso di ripresa dopo la pausa, che conferma o smentisce il dispositivo. Sotto il 50 %, la vostra pausa serve soprattutto a rinviare disdette.

Il tasso di disdetta prima e dopo l’attivazione, verificando che cali davvero invece di trasformarsi in pause mai riprese.

La durata media di vita di un abbonato, che è la cifra finale. Se aumenta, il dispositivo produce valore; se resta ferma, avete spostato un problema senza trattarlo.

Il modulo Subscriptions per PrestaShop gestisce questa meccanica su PrestaShop 8 e 9: sospensione dall’area clienti con durata limitata e ripresa automatica, rinvio delle scadenze lato piattaforma di pagamento, raccolta del motivo e percorso di disdetta che resta accessibile senza ostacoli.

Continua a leggere

Articoli correlati