Un cliente che ordina una cucina, una bicicletta personalizzata, una finestra su misura o un computer configurato non sceglie una referenza: costruisce un prodotto. Il selettore di combinazioni di PrestaShop, pensato per una taglia e un colore, non regge questo percorso.
Ecco quando un configuratore diventa necessario, e come strutturarlo perché concluda le vendite invece di farle abbandonare.
Perché le combinazioni non bastano
La ragione è aritmetica. PrestaShop materializza ogni combinazione di attributi come un record in database, con la sua referenza, il suo stock, il suo prezzo e le sue immagini.
Cinque attributi con quattro valori ciascuno danno 1.024 combinazioni per un solo prodotto. Sette attributi con cinque valori ne danno più di 78.000. Il back office diventa inutilizzabile, i tempi di caricamento della scheda crollano, e la gestione dello stock non ha più alcun senso poiché non stoccate combinazioni ma componenti.
La soglia pratica si situa intorno alle cento combinazioni per prodotto. Oltre, il modello a combinazioni smette di essere sostenibile e bisogna passare a una logica di configurazione: opzioni valutate al volo, senza che alcuna combinazione sia memorizzata in anticipo.
Suddividere in step
Un modulo che presenta venti opzioni simultaneamente produce due reazioni: la paralisi o l’abbandono. La suddivisione in step risolve questo problema, a tre condizioni.
Da tre a cinque step, non di più. Oltre, la barra di avanzamento diventa scoraggiante. Se avete più materiale, raggruppate invece di aggiungere step.
Una decisione per step. Lo step porta una domanda, non una lista. «Quale dimensione?» poi «Quale materiale?», e non una schermata che mescola dimensioni, materiali e finiture.
Dallo strutturante al cosmetico. Le scelte che condizionano le altre vanno per prime: dimensione, modello, motorizzazione. Le scelte decorative, colore, finitura, incisione, vengono per ultime. Questo ordine ha un effetto collaterale utile: il cliente si impegna sulle decisioni difficili mentre la sua motivazione è intatta.
Configuratore di Prodotto a Step — Opzioni visive, anteprima live e impatto sul prezzo (PrestaShop 8 & 9)Ogni prodotto diventa configurabile, step dopo step€129.00
Le dipendenze tra opzioni
È la parte che distingue un vero configuratore da un modulo a step, e quella che costa di più quando è trattata male.
Devono esistere tre tipi di regole.
- L’esclusione. La scelta A allo step 1 rende impossibile la scelta B allo step 3. La regola deve nascondere o disattivare l’opzione, non mostrare un errore dopo la conferma.
- Il vincolo di valore. Una larghezza superiore a 120 centimetri impone un rinforzo. L’opzione diventa obbligatoria e preselezionata, con una spiegazione.
- Il valore predefinito condizionale. A seconda del modello scelto, la finitura più comune differisce. Preselezionare correttamente riduce il numero di decisioni reali.
Il comportamento da evitare assolutamente: lasciare che il cliente costruisca una configurazione non valida per quattro step, poi invalidarla al momento dell’aggiunta al carrello. Ogni regola deve applicarsi al momento della scelta, non alla fine.
Il prezzo in tempo reale
Il prezzo deve essere visibile in permanenza e aggiornarsi a ogni scelta. Un cliente che scopre il totale all’ultimo step abbandona, oppure ordina e poi annulla.
Tre precisazioni tecniche. Il prezzo mostrato deve essere calcolato lato server, non nel browser, altrimenti un utente esperto può manipolarlo. La visualizzazione deve distinguere il prezzo base dai supplementi, affinché il cliente capisca cosa fa salire il totale. E l’aggiornamento deve essere visibile: un importo che cambia senza animazione passa inosservato.
Sulle configurazioni in cui il prezzo può variare molto, mostrare una forchetta fin dall’ingresso nel configuratore evita di far perdere tempo a un visitatore fuori budget.
Recuperare gli abbandoni
Un configuratore produce meccanicamente abbandoni a metà percorso: il cliente confronta, riflette, chiede un parere. Questi abbandoni sono recuperabili, a differenza di un abbandono di carrello classico, perché la configurazione rappresenta un lavoro che il cliente non vuole rifare.
Tre meccanismi, in ordine di efficacia.
- Il salvataggio automatico della configurazione in corso, ripristinata al ritorno sul sito, anche senza account.
- Il link di ripresa inviato via email, che riapre il configuratore esattamente nel punto lasciato. È anche un link condivisibile, utile quando la decisione si prende in due.
- La richiesta di preventivo dal configuratore, per le configurazioni complesse in cui il cliente preferisce uno scambio umano prima di pagare.
Cosa va in produzione
Punto trascurato e costoso. Un ordine configurato deve essere leggibile dalla persona che prepara o fabbrica. Una bolla di preparazione che mostra «Prodotto configurato, rif. CFG-4471» senza il dettaglio delle opzioni è una fonte di errori garantita.
La configurazione deve apparire integralmente sulla bolla di preparazione, sulla fattura e nel dettaglio dell’ordine in back office, in una forma leggibile da un umano e non sotto forma di identificatori tecnici.
Prevedete anche il caso della modifica dopo l’ordine: un cliente che chiama per cambiare una finitura prima dell’avvio in produzione deve poter essere servito senza ricreare l’intero ordine.
Mettere in atto il configuratore
Il Configuratore di Prodotto a Step per PrestaShop copre questa catena su PrestaShop 8 e 9: suddivisione in step con opzioni visuali, regole di dipendenza tra le scelte, calcolo del prezzo in diretta lato server, salvataggio e ripresa della configurazione e riporto del dettaglio sui documenti dell’ordine.