Un banner cookie non conforme è la violazione più facile da constatare su un negozio: basta aprire la home page e l’ispettore del browser. È anche una di quelle che il Garante per la protezione dei dati personali sanziona con regolarità.
Ecco la checklist, e gli errori che tornano sistematicamente.
Le cinque regole di fondo
Il consenso deve essere libero. Il rifiuto non deve comportare alcuna conseguenza sull’accesso al servizio, salvo il caso circoscritto del muro di tracciamento.
Specifico. Il consenso si presta per finalità: misurazione dell’audience, pubblicità, social network, personalizzazione. Un accordo globale unico non soddisfa questa esigenza.
Informato. Il visitatore deve sapere chi installa, perché e per quanto tempo, prima di scegliere.
Inequivocabile. Presuppone un atto positivo. Né caselle prespuntate, né consenso dedotto dallo scorrimento della pagina, né dalla prosecuzione della navigazione.
Revocabile con la stessa facilità con cui è stato prestato. Un link permanente deve permettere di tornare sulla propria scelta in qualsiasi momento.
Gli otto errori classici
- Il pulsante di rifiuto al secondo livello. Accettare con un clic, rifiutare dopo aver aperto un pannello di preferenze. È la violazione più frequente e più sanzionata. I due pulsanti devono stare sullo stesso livello, nella prima schermata.
- Il rifiuto visivamente svalutato. Pulsante accetta in colore vivo, rifiuta in grigio chiaro o come semplice link sottolineato. La differenza di trattamento visivo viene considerata un ostacolo al rifiuto.
- L’installazione prima della scelta. Gli script si caricano al caricamento della pagina, il banner appare dopo. A quel punto i tracciatori sono già installati e il consenso non serve a nulla. È l’errore tecnico più comune.
- Il consenso dedotto dallo scorrimento. Pratica abbandonata da anni e tuttavia ancora presente su siti in produzione.
- L’assenza di revoca. Nessun link per tornare sulla scelta, o un link sepolto nelle note legali.
- La durata illimitata. Un consenso registrato senza scadenza, mai rinnovato.
- I tracciatori esentati trattati come gli altri, o il contrario. Bloccare il cookie del carrello fino al consenso rompe il negozio; considerare un tracciatore pubblicitario come esentato è una violazione.
- Il banner decorativo. La barra c’è, le scelte vengono registrate, e nessuno script è realmente condizionato. Il dispositivo non blocca nulla.
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Cosa è esentato
Non tutti i tracciatori richiedono il consenso. Sono esentati quelli strettamente necessari alla fornitura del servizio richiesto.
Su un negozio, questo copre il carrello, l’autenticazione, la sessione, la preferenza di lingua o di valuta, la distribuzione del carico, e il cookie che registra la scelta di consenso stessa.
Anche la misurazione dell’audience può essere esentata, a condizioni strette: finalità limitata alla misurazione per conto dell’editore, assenza di incrocio con altri trattamenti, nessun tracciamento fra siti o applicazioni, dati non trasmessi a terzi, e durata di conservazione limitata. Una configurazione standard di uno strumento di analisi diffuso non soddisfa queste condizioni per impostazione predefinita.
La prova del consenso
Dovete poter dimostrare che ogni consenso è stato validamente raccolto. Questo presuppone di conservare, per ogni visitatore, una registrazione con marca temporale contenente: data e ora, le finalità accettate e rifiutate, la versione del banner mostrata, e un identificativo tecnico che permetta di collegare la registrazione.
Punto spesso trascurato: la versione del banner. Se modificate le vostre finalità o i vostri partner, i consensi precedenti non coprono più il nuovo perimetro.
Le durate
Tre durate distinte, spesso confuse.
La durata di validità del consenso, al termine della quale dovete sollecitare di nuovo il visitatore. Le linee guida del Garante prevedono che il banner non venga ripresentato prima di sei mesi a chi ha già espresso una scelta.
La durata di vita dei tracciatori installati, che secondo il riferimento diffuso non dovrebbe superare i tredici mesi.
La durata di conservazione dei dati raccolti tramite quei tracciatori, in pratica limitata a venticinque mesi.
Un punto pratico: il rifiuto va conservato tanto quanto l’accettazione. Richiedere a ogni visita a chi ha rifiutato è al tempo stesso sgradevole e considerato una pratica volta a ottenere il consenso per stanchezza.
Testare il banner in dieci minuti
Cinque verifiche, in quest’ordine.
1. Aprite il sito in navigazione privata con la scheda rete attiva. Prima di ogni clic, guardate le richieste in uscita e i cookie installati. Devono comparire solo i tracciatori esentati.
2. Contate i clic per accettare, poi per rifiutare. Il numero deve essere identico.
3. Rifiutate, poi ricaricate e verificate che nessun tracciatore soggetto a consenso sia presente.
4. Cercate il link di revoca. Se vi servono più di dieci secondi per trovarlo, un visitatore non lo troverà.
5. Verificate che gli script dei vostri moduli di terze parti passino davvero dal meccanismo di blocco. Un modulo di chat, di mappa o di video installato dopo la messa in opera del banner viene spesso dimenticato.
Il Cookie Manager per PrestaShop mette in opera questo dispositivo su PrestaShop 8 e 9: blocco preventivo degli script prima del consenso, rifiuto allo stesso livello dell’accettazione, gestione per finalità, registrazione con marca temporale delle scelte e link di revoca permanente.