Tutorial PrestaShop

Inversione contabile su PrestaShop: applicare lo 0% di IVA ai clienti B2B europei idonei

Un cliente professionale tedesco ordina sul tuo negozio francese. Se è soggetto passivo IVA nel suo paese e la merce parte verso la Germania, la vendita avviene senza imposta: sarà lui a dichiarare l’IVA nel proprio paese. Questo meccanismo, l’inversione contabile, è lo standard del B2B intracomunitario.

Si basa su condizioni cumulative. Se ne manca una sola, l’IVA francese resta dovuta, e la paghi tu, maggiorata delle sanzioni, diversi anni dopo.

Le quattro condizioni cumulative

  1. L’acquirente è soggetto passivo IVA in un altro Stato membro, e agisce in tale veste. Un privato tedesco non rientra in questo regime, per quanto compri.
  2. Il suo numero di partita IVA intracomunitaria è valido al momento dell’operazione, verificato nella banca dati europea VIES.
  3. Il bene lascia fisicamente la Francia verso un altro Stato membro.
  4. Possiedi la prova di quel trasporto.

Le ultime due sono quelle che si perdono nella pratica, e sono quelle che l’amministrazione controlla.

La trappola della consegna nazionale

Punto frequente e mal compreso: conta la destinazione della merce, non la nazionalità del cliente.

Un’azienda belga con partita IVA valida che ordina sul tuo sito con consegna a Lille resta soggetta all’IVA francese. Il bene non lascia il territorio, quindi l’esenzione non si applica.

Tecnicamente la conseguenza è chiara: il calcolo non deve mai basarsi sul solo paese di fatturazione. Un negozio che esenta appena viene inserita una partita IVA estera commette un errore sistematico su tutte le consegne nazionali.

La verifica del numero

Dalle misure europee entrate in vigore nel 2020, la validità del numero dell’acquirente non è più una formalità ma una condizione sostanziale dell’esenzione.

La verifica passa dalla banca dati VIES, che interroga le amministrazioni nazionali. Tre precauzioni.

Conserva la prova. Registra la data della verifica, il numero controllato e il risultato restituito. Senza questa traccia non puoi dimostrare che il numero era valido al momento della vendita, anche se lo era.

Prevedi l’indisponibilità. Il servizio VIES cade regolarmente, o restituisce una risposta parziale a seconda dello Stato. Il tuo flusso deve prevedere questo caso: non bloccare l’ordine, ma nemmeno esentarlo. L’ordine passa con IVA, salvo regolarizzazione successiva.

Riverifica. Un numero valido a gennaio può essere stato revocato a giugno. Su un cliente ricorrente, una riverifica periodica evita di scoprire il problema durante un controllo.

Validazione IVA Intracomunitaria VIES e Inversione Contabile B2BIVA intracomunitaria verificata, inversione contabile automatizzata, prove di verifica con marca temporale.79.00

La prova del trasporto

È la condizione più trascurata, e quella che costa di più in caso di accertamento.

Le regole europee prevedono una presunzione di trasporto quando possiedi almeno due elementi di prova non contraddittori, emessi da due parti indipendenti tra loro e da te.

Questi elementi si dividono in due gruppi. Il primo comprende i documenti di trasporto in senso stretto: lettera di vettura firmata, polizza di carico, fattura del trasportatore. Il secondo raggruppa prove complementari: polizza di assicurazione del trasporto, documento bancario che attesta il pagamento del trasporto, ricevuta di consegna dell’acquirente, attestazione di un depositario nello Stato di arrivo.

In pratica, per spedizioni con corriere classico, la fattura del trasportatore e la prova di consegna firmata formano la coppia più semplice da riunire. Vanno conservate e collegate all’ordine, non disperse in una casella di posta.

La dicitura obbligatoria in fattura

Una fattura esente deve riportare una dicitura esplicita che rimandi al fondamento dell’esenzione. La formula usata in Francia: «Exonération de TVA, article 262 ter I du CGI, autoliquidation par le preneur», ossia esenzione IVA con inversione contabile a carico dell’acquirente.

Devono figurare anche la tua partita IVA intracomunitaria e quella dell’acquirente. Una fattura senza il numero del cliente non permette di giustificare l’esenzione.

Controlla il modello di fattura PrestaShop prima di aprire questo regime: il modello nativo non prevede né la dicitura di esenzione né la visualizzazione della partita IVA del cliente.

La configurazione in PrestaShop

Si articolano tre elementi.

Un gruppo clienti separato per i professionisti europei convalidati, che determina la visualizzazione dei prezzi al netto. Una regola fiscale configurata per applicare un’aliquota zero alle zone interessate, e non una soppressione della riga IVA, che impedirebbe poi qualsiasi tracciamento contabile. E una condizione sull’indirizzo di consegna, distinto da quello di fatturazione, per gestire correttamente il caso della consegna nazionale.

Il punto di attenzione è l’ordine di valutazione: la decisione di esentare deve intervenire dopo l’inserimento dell’indirizzo di consegna, mai prima.

Gli obblighi dichiarativi

Una vendita esente non è una vendita invisibile. Ne derivano due dichiarazioni.

L’elenco riepilogativo IVA francese, che elenca per cliente e per importo le cessioni intracomunitarie del mese. È obbligatorio dalla prima operazione.

L’indagine statistica sugli scambi di beni, che ha sostituito la parte statistica della vecchia dichiarazione degli scambi, e che riguarda solo le imprese oltre certe soglie o espressamente sollecitate.

Queste dichiarazioni presuppongono l’estrazione dei dati per cliente, paese e periodo. Prevedi questa esportazione fin dalla messa in opera, invece di ricostruirla a mano ogni mese.

Il modulo Validazione IVA Intracomunitaria VIES e Inversione Contabile copre tutta questa catena su PrestaShop 8 e 9: verifica del numero presso VIES con conservazione della prova, esenzione condizionata all’indirizzo di consegna, dicitura regolamentare in fattura ed esportazione delle operazioni intracomunitarie.

Continua a leggere

Articoli correlati