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PrestaShop e la soglia OSS di 10.000 €: seguire le vendite UE per paese

Un negozio italiano che vende a privati in Belgio, Germania o Spagna applica l’IVA italiana fino a un certo volume, poi deve passare alle aliquote dei paesi di destinazione. La soglia di passaggio è di 10.000 euro, e si calcola in un modo che molti commercianti interpretano male.

Cosa copre davvero la soglia

Il punto più spesso frainteso: questa soglia è complessiva, non per paese.

Si tratta del cumulo di tutte le vostre vendite a distanza di beni a privati situati in altri Stati membri, tutti i paesi insieme, a cui si aggiungono le vostre prestazioni di servizi elettronici a privati dell’Unione.

In concreto, 4.000 euro in Belgio, 4.000 in Germania e 3.000 in Spagna fanno 11.000 euro e superano la soglia, mentre nessun paese preso da solo la raggiunge.

Cosa non entra nel calcolo: le vendite effettuate in Italia, le vendite a soggetti con partita IVA valida, che rientrano nell’inversione contabile, e le vendite fuori dall’Unione Europea.

Il periodo di riferimento

La soglia si valuta sull’anno solare in corso, ma anche sull’anno solare precedente.

Questo significa che un’impresa che ha superato i 10.000 euro nel 2025 resta soggetta alle aliquote di destinazione nel 2026, anche se il suo volume europeo si riduce. Il ritorno al regime italiano presuppone due anni consecutivi sotto la soglia.

Seconda conseguenza pratica: il monitoraggio deve riguardare due esercizi in parallelo, non solo l’anno in corso.

Il momento del passaggio

Il passaggio non avviene all’inizio del mese successivo né al trimestre. Avviene già con la vendita che fa superare la soglia, e quella vendita stessa è soggetta all’aliquota del paese di destinazione.

È questo punto a rendere il monitoraggio indispensabile. Un negozio che scopre a fine trimestre di aver superato la soglia sei settimane prima ha fatturato sei settimane di ordini con l’aliquota sbagliata, e dovrà regolarizzare a proprie spese.

Un riferimento gestionale: impostate un avviso a 8.000 euro di cumulo, che vi lascia il tempo di preparare la configurazione invece di farla di corsa.

Prezzo per Paese, Negozio e ValutaUn prezzo equo, arrotondato e redditizio per ogni paese89.00

Cosa cambia il passaggio

Tre effetti, in ordine di impatto.

Le aliquote applicate. Ogni vendita porta l’aliquota del paese di consegna. Le aliquote ordinarie variano sensibilmente da uno Stato all’altro, e quelle ridotte ancora di più, con categorie di prodotti che non coincidono.

I vostri prezzi esposti. Se mostrate un prezzo comprensivo di imposte unico in Europa, il vostro margine varia ora secondo il paese di destinazione. Se preferite conservare il margine, i vostri prezzi lordi differiscono da un paese all’altro, cosa che il cliente può notare.

La vostra dichiarazione. Dichiarate e versate l’IVA dovuta in ogni paese tramite lo sportello unico, senza doversi identificare in ciascuno di essi.

Lo sportello unico

È il dispositivo che rende la cosa gestibile. Invece di identificarvi in ogni Stato in cui vendete, dichiarate l’insieme delle vostre vendite intracomunitarie B2C da un portale unico nel paese di stabilimento, in Italia tramite l’Agenzia delle Entrate, e l’amministrazione riversa agli Stati interessati.

La dichiarazione è trimestrale. Presuppone di estrarre, per ogni trimestre, l’importo delle vostre vendite ripartito per paese di destinazione e per aliquota applicata.

Questa estrazione è la principale difficoltà pratica. Presuppone che i vostri ordini portino il paese di consegna e l’aliquota applicata, cosa che avviene, ma anche che possiate aggregarli in modo pulito, cosa meno vera con le esportazioni native.

L’opzione volontaria

Potete scegliere di applicare le aliquote di destinazione prima di raggiungere la soglia, per opzione.

Due situazioni in cui si giustifica. Se siete vicini alla soglia e la vostra crescita europea è regolare, optare volontariamente evita di gestire un passaggio in corso d’esercizio. E se vendete principalmente verso paesi con aliquota inferiore a quella italiana, l’opzione migliora il vostro margine o la vostra competitività di prezzo.

L’opzione vincola per due anni solari. Non si prende quindi alla leggera, ma spesso semplifica la gestione.

Il monitoraggio da mettere in piedi

Quattro elementi, da costruire prima di averne bisogno.

  1. Un cumulo scorrevole delle vendite B2C verso l’Unione, esclusa l’Italia, calcolato sull’anno solare in corso e su quello precedente.
  2. Un avviso di soglia all’80 % del tetto, che avvia la preparazione.
  3. Un export per paese e per aliquota, allineato alla periodicità della dichiarazione.
  4. Un controllo di coerenza fra le aliquote effettivamente applicate sugli ordini e quelle in vigore in ciascun paese, che cambiano.

Quest’ultimo punto merita attenzione particolare: le aliquote IVA cambiano, e un negozio che ha impostato le sue aliquote una volta per tutte fattura importi errati senza accorgersene.

La configurazione lato negozio

Una volta effettuato il passaggio, la questione diventa tanto tariffaria quanto fiscale. Applicare un’aliquota diversa per paese di consegna presuppone di decidere se assorbite lo scarto nel margine o se lo ribaltate sul prezzo esposto.

Il modulo Prezzi per Paese, Negozio e Valuta tratta questa parte su PrestaShop 8 e 9: regole di prezzo per paese applicate in massa, coerenza con le imposte locali, arrotondamento per valuta e visualizzazione allineata fra catalogo, scheda e carrello.

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