Una barra di annuncio in cima alla pagina è il mezzo più diretto per comunicare un’offerta limitata. È anche uno degli elementi più facili da implementare male: fuso orario sbagliato, spostamento dell’impaginazione, o conto alla rovescia congelato dalla cache.
Cosa deve dire la barra
Un messaggio, un’azione, una scadenza. Tre elementi e non di più.
Il messaggio sta in una riga su mobile, circa quaranta caratteri. «Spedizione gratuita da 49 €» funziona, «Approfittate della nostra offerta eccezionale di spedizione» non dice nulla.
L’azione è un link alla pagina interessata. Una barra che annuncia una promozione senza condurvi obbliga il visitatore a cercare.
La scadenza, se esiste, sotto forma di conto alla rovescia o di data. Ha senso solo se è reale.
Punto importante: il conto alla rovescia deve corrispondere a una fine d’offerta effettiva. Un conteggio che riparte da zero a ogni visita è una pratica commerciale ingannevole, e un visitatore che torna la individua immediatamente.
Il problema del fuso orario
È l’errore tecnico più frequente, e produce scarti da una a due ore secondo la stagione.
Tre orologi entrano in gioco: quello del server, quello configurato in PrestaShop, e quello del browser del visitatore.
La regola che evita i problemi: calcolate la scadenza lato server, trasmettetela in tempo universale, e lasciate che il browser faccia la conversione. Il visitatore vede allora il conteggio nella sua ora locale, che è il comportamento atteso.
Due verifiche complementari. Il passaggio all’ora legale o solare, se la vostra offerta attraversa un cambio: una scadenza calcolata senza tenere conto dello scarto salta di un’ora. E il caso dei visitatori stranieri: un’offerta che termina a mezzanotte ora di Roma termina alle 23 per un cliente portoghese, il che è corretto ma deve essere assunto.
Il conto alla rovescia e la cache
Problema classico: la barra mostra «restano 3 ore» a tutti i visitatori per due giorni, perché la pagina è servita dalla cache.
La causa è semplice: il conteggio è stato calcolato lato server al momento della generazione della pagina, poi congelato con essa.
La soluzione: il server trasmette la data di fine, non la durata restante. Uno script lato browser calcola lo scarto con l’ora corrente e aggiorna la visualizzazione ogni secondo. La data di fine può essere messa in cache senza danno, la durata no.
Due punti complementari. Prevedete il comportamento alla scadenza: la barra scompare, o mostra un messaggio di fine. Un conteggio a zero che resta visualizzato dà un’impressione di abbandono. E se la vostra pagina è in cache lunga, la barra stessa può essere caricata separatamente per restare aggiornata.
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Lo spostamento dell’impaginazione
Punto tecnico che influisce sui vostri indicatori di prestazione e che è spesso scoperto a posteriori.
Una barra inserita dopo il caricamento della pagina spinge tutto il contenuto verso il basso. Il visitatore che stava per cliccare su un elemento clicca su un altro, e la vostra misura di stabilità visiva si degrada.
Tre modi per evitarlo.
Riservare lo spazio fin dal rendering iniziale, con un’altezza fissa, anche se il contenuto arriva dopo.
Mostrare la barra in sovrapposizione piuttosto che nel flusso, il che non sposta nulla ma nasconde una parte del contenuto.
Servire la barra con la pagina, non in caricamento differito. È la soluzione più semplice quando il contenuto della barra cambia poco.
Attenzione anche all’altezza variabile: un messaggio che passa su due righe su mobile e una sola su computer produce uno spostamento se lo spazio è stato riservato sul valore sbagliato.
Il targeting
Una barra mostrata ovunque e a tutti perde la sua efficacia in pochi giorni. Quattro assi di targeting.
Per pagina. Un annuncio di spedizione gratuita ha senso sulle schede prodotto e sul carrello, meno sulle pagine di contenuto.
Per lingua e per paese. Un’offerta limitata all’Italia non deve mostrarsi ai visitatori stranieri. È una questione di pertinenza e talvolta di conformità, se le condizioni differiscono.
Per gruppo di clienti. Un’offerta riservata ai professionisti non riguarda i privati.
Per comportamento. Una barra mostrata solo ai nuovi visitatori, o solo dopo una prima visita, secondo ciò che comunicate.
Il targeting per lingua è il più spesso trascurato, e produce il risultato più visibile: un messaggio in italiano su una versione tedesca del vostro negozio.
La chiusura
Tre regole.
La barra deve poter essere chiusa. Un banner che non si può togliere e che occupa un decimo dello schermo su mobile è un fastidio.
La chiusura deve essere memorizzata, per una durata ragionevole: la sessione, o qualche giorno. Riaprire la barra a ogni pagina è aggressivo.
La memorizzazione deve tenere conto del messaggio. Se cambiate annuncio, il nuovo deve mostrarsi anche a chi aveva chiuso il precedente. Questo presuppone un identificativo di versione nella memorizzazione.
Questo terzo punto è quello che si scopre constatando che una nuova campagna non è vista da nessuno.
L’accessibilità
Due punti, rapidi da trattare.
Il contrasto del testo sullo sfondo della barra deve rispettare il rapporto minimo. Le barre promozionali usano volentieri il bianco su colori vivaci, che passano spesso sotto la soglia.
Il pulsante di chiusura deve essere raggiungibile da tastiera e portare un’etichetta esplicita per i lettori di schermo. Una croce senza testo alternativo è un pulsante muto.
Aggiungete un punto sul conto alla rovescia: un aggiornamento ogni secondo annunciato alle tecnologie assistive produce un flusso verbale insopportabile. L’elemento non deve essere dichiarato come una regione ad annuncio continuo.
Misurare
Tre indicatori.
Il tasso di clic sulla barra, rapportato alle visualizzazioni. Sotto l’1 %, il vostro messaggio o il vostro targeting sono da rivedere.
Il tasso di chiusura. Un tasso elevato segnala un messaggio percepito come intrusivo o fuori tema.
Il fatturato attribuito alle sessioni che hanno cliccato sulla barra, da confrontare con le altre. È l’unica cifra che giustifica di mantenerla.
Un quarto punto, da sorvegliare nel tempo: l’effetto usura. Una barra permanente diventa invisibile in qualche settimana. Alternare i messaggi, o mostrare la barra solo durante le operazioni reali, ne conserva l’efficacia.
Il modulo Barra di Annuncio e Conto alla Rovescia per PrestaShop mette in atto questo dispositivo su PrestaShop 8 e 9: conto alla rovescia calcolato lato browser a partire da una data di fine per restare giusto malgrado la cache, targeting per pagina, lingua, paese e gruppo di clienti, riserva dello spazio per evitare lo spostamento dell’impaginazione, e memorizzazione della chiusura per versione di messaggio.