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Tag canonical su PrestaShop: i casi che creano problemi

Il tag canonical serve a designare la versione di riferimento di una pagina raggiungibile da più indirizzi. Su un sito vetrina pone poche difficoltà. Su un negozio, cinque situazioni lo rendono delicato, e una dichiarazione sbagliata costa più della sua assenza.

Cosa fa il tag, e cosa non fa

Due promemoria che evitano metà degli errori.

È un’indicazione, non una direttiva. I motori possono ignorarlo se ritengono che le pagine siano realmente diverse. Un canonical posto su contenuti dissimili non verrà seguito.

Non blocca la scansione. La pagina continua a essere visitata, consuma budget di scansione e il suo contenuto viene letto. Il canonical dice soltanto quale indicizzare.

Corollario spesso ignorato: un canonical non è uno strumento di gestione della scansione. Se il vostro problema è il volume di pagine scansionate, la risposta sta altrove.

Il caso delle combinazioni

La situazione più frequente, e la peggio gestita.

Su molti temi, selezionare una combinazione modifica l’URL aggiungendovi un identificativo. La pagina mostra allora lo stesso contenuto con un’immagine e un prezzo diversi.

La regola: il canonical di tutte le varianti punta alla scheda prodotto senza parametro di combinazione. È la versione che deve essere indicizzata.

Due eccezioni da conoscere. Se le vostre combinazioni hanno contenuti realmente distinti, con descrizioni e immagini proprie, probabilmente meritano di essere prodotti separati anziché varianti canonicalizzate. E se una combinazione precisa è oggetto di ricerche proprie, si pone la questione di scorporarla.

Errore classico da evitare: lasciare che ogni combinazione si dichiari canonica di se stessa. Ottenete così quindici pagine quasi identiche in concorrenza tra loro.

Il caso dei prodotti multicategoria

Un prodotto associato a tre categorie può essere raggiunto da tre indirizzi se la vostra struttura di URL include il percorso di categoria.

Il canonical punta all’indirizzo costruito sulla categoria predefinita del prodotto. Questa scelta deve restare coerente con il breadcrumb marcato, pena l’invio di due segnali contraddittori.

Il punto di attenzione: la categoria predefinita si perde facilmente durante un’importazione o una riorganizzazione. Un controllo dopo ogni operazione di massa evita di scoprire canonical che puntano a indirizzi obsoleti.

Su una struttura di URL senza percorso di categoria, che è la configurazione più semplice e più consigliata, il problema scompare del tutto.

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Il caso della paginazione

Errore molto diffuso, e distruttivo.

Su una categoria paginata la tentazione è far puntare tutte le pagine alla prima. È un controsenso: i prodotti che compaiono solo a pagina 4 finiscono su una pagina che chiedete di non indicizzare.

La regola: ogni pagina di una serie paginata porta un canonical verso se stessa. Le pagine 2, 3 e 4 sono pagine distinte con contenuti distinti.

Due integrazioni. Se offrite una vista «mostra tutto», può legittimamente ricevere i canonical delle pagine paginate, a condizione che resti utilizzabile, cosa che raramente accade oltre i cento prodotti. E la prima pagina non deve esistere in doppio, con e senza parametro di paginazione: una deve reindirizzare all’altra.

Il caso dei filtri

Una pagina di categoria filtrata punta alla categoria non filtrata, salvo che abbiate deliberatamente aperto quella faccetta all’indicizzazione.

Su una faccetta aperta il canonical è autoreferenziale: la pagina ha un titolo proprio e un contenuto proprio, deve esistere di per sé.

Attenzione alla combinazione con la paginazione: la pagina 2 di una faccetta aperta punta a se stessa, non alla pagina 1 della faccetta né alla categoria.

Il caso del multinegozio

Due negozi che condividono uno stesso prodotto pongono una questione di fondo prima di essere un problema tecnico.

Se i due negozi si rivolgono a pubblici distinti, con contenuti e prezzi diversi, ogni pagina è legittima e deve dichiararsi canonica di se stessa.

Se i due negozi mostrano lo stesso contenuto, avete un problema di duplicazione che il canonical non risolverà correttamente: un canonical tra domini è possibile ma equivale a sacrificare uno dei due negozi. La vera risposta è differenziare i contenuti.

Caso particolare frequente: un negozio di test o di preproduzione lasciato accessibile. Va bloccato con un’autenticazione, non trattato con un canonical.

Il caso del multilingua

La confusione più dannosa di tutte.

Le versioni linguistiche di una stessa pagina non sono duplicati. La versione francese e quella tedesca sono due pagine distinte, destinate a due pubblici, e ciascuna deve dichiararsi canonica di se stessa.

Far puntare le versioni tradotte alla versione di origine deindicizza tutte le vostre traduzioni. È un errore che si incontra regolarmente su siti multilingua il cui traffico internazionale non decolla.

Lo strumento giusto per collegare le versioni linguistiche è l’annotazione di lingua alternativa, un meccanismo distinto e complementare. Indica la relazione tra le versioni, mentre il canonical indica la versione di riferimento all’interno di ogni lingua.

Due regole per combinarli: ogni versione punta il proprio canonical verso se stessa e dichiara le proprie alternative linguistiche, includendosi nell’elenco.

Gli errori trasversali

Il canonical relativo. Usate un indirizzo assoluto, con protocollo e dominio. Un indirizzo relativo funziona ma si rompe non appena una pagina viene servita da un contesto inatteso.

Il canonical verso una pagina reindirizzata. Aggiunge un passaggio e confonde il segnale. Puntate alla destinazione finale.

Il canonical verso una pagina in noindex. Segnale contraddittorio: designate come riferimento una pagina che chiedete di non indicizzare.

La doppia dichiarazione. Il tema pone un canonical, un modulo SEO ne pone un secondo. Due tag diversi sulla stessa pagina producono un comportamento imprevedibile, ed è una causa frequente di deindicizzazione dopo l’installazione di un modulo.

Controllare

Tre verifiche, in questo ordine.

L’ispezione URL in Search Console su un campione di pagine, che mostra il canonical dichiarato e quello scelto da Google. Uno scarto tra i due segnala che la vostra dichiarazione non viene seguita.

Una scansione del sito con rilevamento dei canonical, che permette di individuare in massa i puntamenti verso pagine reindirizzate, in errore o in noindex.

Il rapporto di indicizzazione, sorvegliando la categoria delle pagine duplicate con un canonical diverso da quello selezionato da Google.

Un sintomo frequente di un canonical mal posizionato: due delle vostre pagine si contendono la stessa query e si alternano nei risultati. Il modulo SEO Cannibalization Detector per PrestaShop individua queste situazioni su PrestaShop 8 e 9, incrociando le posizioni e le query delle vostre pagine per identificare quelle in concorrenza.

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